Almanacco Illustrato dell’Enturista
di Kiddo & Ruggeri

La Casa del Diavolo

L’eterna lotta fra il bene il male si svolge nei modi più difficili da immaginare: luoghi reali e fisici, da toccare, guardare, odorare, e dimensioni superiori, metafisiche, impalpabili quanto presenti, parallelamente, al mondo che conosciamo e sperimentiamo quotidianamente.
Noi di Almanacco Illustrato dell’Enturista, o Transalmanacco, noti anche come “quei bischeri che vanno al Transitalia con le gomme lisce” vi raccontiamo sia l’uno che l’altro, scoprendo le infinite porte che legano lo Scouter insidiato dal potentissimo Cecapecore, l’Uomo Palo all’incantesimo che lo ha bloccato per giorni alla sua consegna, l’infoiato del sesso stregato dal numero 69, l’Apripista e il suo atto di coraggio cavalleristicamente picaresco.
Fra le innumerevoli storie che potrebbero raccontare il mondo Transitalia ve ne sono di piccole e grandi, epiche o quotidiane, verosimili o incredibili, e alcune si svolgono avendo come protagonisti inconsapevoli tutti i partecipanti alla manifestazione, come nell’aneddoto che questo grazioso teatrino va a rappresentare.

Si narra in effetti che Petrus Vitalae, al momento di richiedere al feudatario di Casacastalda il permesso di attraversare con la carovana delle moto le sue terre come indicato da Mirco l’Urbinante,  quest’ultimo li avesse messi in guardia, vedendo la traccia GPX, che poteva essere molto difficoltoso percorrere quei sentieri. Il signorotto del luogo, infatti, si diceva convinto che in una località attraversata quasi obbligatoriamente dal percorso, vi dimorasse niente meno che il demonio in persona, tanto che alcuni contadini del posto la chiamavano “Casa del Diavolo”.
L’Urbinante, con sprezzo del pericolo, si recò lo stesso in visita a cotale luogo, dal quale si dipartiva un ameno sentiero molto tecnico ma decisamente divertente, che conduceva ad una sommità dalla quale si ammirava una veduta paradisiaca. Il percorso, doveva per forza passare di lì! Chissà quanti like sui social di corte avrebbero fruttato i ritratti dipinti in quel posto fantastico! (ma a 47 anni, quante minchiate riesco a scrivere??!!…).
C’era soltanto da fare i conti col demonio, una cosa effettivamente non da poco.
Arrivati a casa del Diavolo, Lucifero si palesò ben presto. Ovviamente, anche grazie al web infernale, era perfettamente a conoscenza dell’identità dell’organizzatore di Transitalia Marathon e del suo fedele assistente e di quali fossero le loro intenzioni, ovvero di transitare proprio da casa sua. Non era solo il problema di richiedere il permesso per la proprietà privata e lasciare magari un paio di centieuri per due viaggi di stabilizzato dopo il passaggio: il demonio avrebbe fatto di tutto per impossessarsi del marchio Transitalia in modo da rendere la manifestazione talmente difficile con difficoltà a trabocchetto, guadi impossibili, scese di ghiaioni grossi come pesche che poi i partecipanti, fra una bestemmia e l’altra, si sarebbero venduti pure l’anima per venirne fuori. Per portare a compimento il suo malefico piano, propose all’Urbinante una scommessa: avrebbe schierato il suo team di demoni infernali per sfidare i partecipanti al Transitalia a una gara di velocità, e chi avesse portato più piloti al traguardo avrebbe vinto!
Urbinante non se lo fece ripetere due volte, e accettò la sfida, a patto che si svolgesse da Casa del Diavolo alla cima della collina descritta sulla traccia. Il Diavolo, che come tutti sanno avendo visto Ghost Rider guidava un custom, accettò senza preoccuparsi dove finisse quella stradina sterrata che partiva da dietro casa sua e che non si era mai preso la briga di percorrere.
Il giorno del Transitalia, gli inconsapevoli piloti vennero avvertiti che ci sarebbe stato un tratto “hard”, che sebbene mediamente non fosse molto più difficile di tanti altri, avrebbe sicuramente impedito alla maggior parte dei demoni alla guida di pesanti (sebbene potenziate dal nitroglicerinmetanolo infernale) moto stradali di proseguire a lungo sulla sterrata. Al bivio fra “hard” e “normale”, gli Uomini Palo sceglievano fra i piloti quelli coi mezzi più adatti e i migliori manici (e tenendo fuori quelli con le gomme lisce), temendo una ritorsione da parte del demonio che in effetti, vedendosi ingannato dal furbo Urbinante, e poiché le sue schiere infernali non riuscivano a proseguire che per poche decine di metri, si infuriò tantissimo.
La invisibile disfida che opponeva inconsapevoli e sereni iscritti al Transitalia e demoni infernali tanto impalpabili quanto incazzati si stava per risolvere al meglio con la vittoria delle forze del bene, quando il Demonio decise di iniziare, da par suo, a giocare sporco. Scatenando le sue maledizioni sui mezzi più vetusti e delicati prima, e con quelli con la tecnologia più avanzata poi (una strage di schermi TFT, in effetti), strappava catene, forava gomme, faceva saltare cavi della frizione ai TT, alternatori agli 800Gs, ingolfava XR, faceva esplodere candele ai due tempi. Insomma tutte quelle cose inspiegabili che succedono nel bosco agli enduristi.
Solo l’intervento dell’Urbinante che, entrato armato di lancia e scudo nella Casa del Diavolo, lo costrinse a cessare il suo attacco demoniaco e a rispettare il patto, pose fine alla serie di rotture e inconvenienti tecnici, costringendo l’infernale essere a nascondersi nelle viscere della terra, e a lasciare liberi di passare i partecipanti alla Transitalia Marathon.
Di questa disfida epica, solo noi di Transalmanacco portiamo a conoscenza i nostri lettori, anche se in effetti, le scope del Transitalia ebbero un bel da fare per prestare soccorso ai numerosi piloti rimasti a piedi e notarono che in quel tratto di strada c’erano stati una incredibile e stranissima serie di problemi alle moto.

Degli schermi TFT distrutti, in verità, nessuno si meravigliò più di tanto.

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