L’irremovibile volontà dell’Uomo Palo

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Paolino di Transitalia Marathon è divenuto una figura epica, un esempio per le generazioni future che ci dimostra come il sacrificio, la dedizione al dovere e l'irremovibilità nel tenere fede alla consegna data anche durante una manifestazione sportiva sono un impegno da onorare ad ogni costo, anche sotto le intemperie, il sole, il vento, la pioggia.
A Paolino viene dato il compito non particolarmente adrenalinico, avventuroso o emozionante, al limite del rischioso come ad esempio quello dello Scouter (vedi) o dell'Apripista ( vedi), ma quello altrettanto importante di avvisare che a un certo punto del percorso ci sarà una deviazione dovuta a una interruzione, alla pioggia eccessiva che ha reso un tratto impraticabile o a un cambiamento all'ultimo minuto nel road book.

Lui sa che tutta la carovana TM conta su di lui, e di certo non li deluderà.

Come un novello Atlante pronto a sorreggere sulle spalle il peso della volta celeste, così Paolino reggerà il suo cartello mettendo di traverso sulla strada il suo GieSse 1200 a fare da scudo fra la strada errata e la giusta, fra il cammino verso la perdizione e la retta via, trasformandosi in una figura epica, leggendaria, come quelle che ci ha proposto da sempre la letteratura, a volte, lo confessiamo, con la netta impressione di essere presi per il culo.

Il suo pensiero, durante le lunghe ore di servizio per il bene comune, vanno a quegli esempi delle epiche e stoiche figure del passato, di cui  ama mandare a mente le frasi più importanti:
"La patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di benzina", sosteneva il sergenten delle Sturmtruppen obbligando il fantone a congelarsi per sorvegliare un bidone (quasi sicuramente vuoto) in mezzo al niente; oppure Paolino durante il suo servizio rimembra spesso "La piccola vedetta lombarda" del “Cuore” di De Amicis, la cui resistenza e il cui sacrificio servì per avvisare le truppe italiane in lotta contro gli austrungarici.
E infine, ultimo ma non meno importante, sua reale fonte di ispirazione, Steve Rogers, in arte Capitan America che nell'ora più buia della Civil War cita Marc Twain: "Non importa cosa dice la massa. Non importa se l'intero Paese dice che qualcosa di sbagliato è giusto. Quando la massa o il mondo intero ti dicono di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della Verità e dire al mondo: no, spostati tu!"
E allo stesso modo Paolino non si sposterà! Quanto amo quest'uomo!
Paolino è una certezza per i suoi compagni, che sanno di poter contare sulla sua affidabilità e serietà incrollabile. E lui non verrà morso mai, se non da un minimo e lacerante dubbio che presto scaccia come un serpente velenoso che voleva insinuarsi nella sua mente, forse portato dalla stanchezza, dal sonno, dalla disidratazione e dalla tremenda voglia di andare al bagno; ah, umana debolezza! anche quando ormai i concorrenti sono passati tutti da parecchie ore e comincia a fare decisamente freddo, e buio; il dubbio, lo assale, che i suoi compagni si siano dimenticati di lui: rimane immobile anche a notte fonda, col suo cartello che il percorso è deviato per la pioggia.
Solo la mattina dopo, al briefing per il nuovo percorso, e quando verrà fuori che c'è di nuovo da segnalare una deviazione, subito i suoi compagni si ricorderanno di lui e comincerà a rumoreggiare una domanda: "ma Paolino? Qualcuno l'ha avvisato ieri di venire via dopo un'oretta?"
Provano a chiamarlo, il suo telefono ha finito la batteria, si immaginano tutti che si sia offeso e sia tornato a casa da solo senza salutare, dato che nessuno lo ha avvisato che sono già passati tutti.
Soltanto qualche giorno dopo, sulla strada del ritorno verso Coriano, è Mirco l'Urbinante a passare dall'incrocio di Paolino per trovarlo ancora lì, idratato a forza e rifocillato da alcune comari del paese, ma immobile nella sua posa di cartello stradale. Avevano provato a convincerlo di abbandonare la postazione, ma come un samurai dopo la fine della seconda guerra mondiale, era rimasto fedele alla consegna. Solo le parole del suo shogun: <Paolino, dai, ora possiamo tornare a casa> lo convinceranno a mollare finalmente la postazione. <Va bene Mirco, però prima devo andare al bagno>.

 

Di Kiddo & Ruggeri

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